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Filippino Lippi < torna alla lista di artisti
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Filippo Lippi - detto Filippino Lippi per distinguerlo dal padre - (1457 – 1504) è stato un pittore italiano.
Dal suo maestro Sandro Botticelli riprese lo stile lineare, ma lo usò per creare opere in cui risaltasse il carattere irreale della scena con figure allungate e una natura antropomorfa. Dopo un viaggio a Roma, compiuto tra il 1488 e il 1492, dove studiò i monumenti antichi e gli affreschi di Pinturicchio, riportò a Firenze il gusto per la decorazione a grottesche, che ne suoi dipinti divenne decorazione "animata", misteriosa, fantastica e inquietante, legandosi al clima di crisi politica e culturale della Firenze di Girolamo Savonarola.
L'apprendistato
Nacque a Prato nel 1457, da Filippo Lippi e Lucrezia Buti; seguì il padre a Spoleto, dove venne impiegato come garzone di bottega nel cantiere del Duomo e dove restò dopo la morte del padre, nel 1469, assieme a Fra Diamante per concludere gli incompiuti affreschi con le Storie della Vergine.
Nella bottega di Botticelli
Compì il proprio apprendistato nello studio di Sandro Botticelli, che nel 1472 lo iscrisse alla Compagnia di San Luca,d ella quale faceva egli stesso parte. Opere giovanili, datate tra il 1475 e il 1480 circa, di strettissima osservanza botticelliana (tanto che in passato Bernard Berenson le attribuì a un anonimo "Amico di Sandro") sono: le Madonne di Berlino, Londra e Washington, il Tobia e i tre Arcangeli della Galleria Sabauda di Torino, la Madonna del mare della Galleria dell'Accademia e il cassone con le Storie di Ester.
Commissioni per Palazzo Vecchio e il completamento della Cappella Brancacci
Il 31 dicembre 1482 l'artista venne nominato nella commissione per affrescare una parete nella Sala dell'Udienza a Palazzo Vecchio, opera non eseguita, nello stesso periodo gli venne commissionata la conclusione del ciclo masaccesco della Cappella Brancacci. Qui, entro il 1485, completò le Storie di San Pietro con gli episodi: Disputa con Simon Mago davanti a Nerone, Resurrezione del figlio di Teofilo, San Pietro in carcere, Liberazione e crocifissione di San Pietro.
La tavola per la sala degli Otto di Pratica di Palazzo Vecchio è datata 20 febbraio 1486 ed ora si trova agli Uffizi; nello stesso anno su commissione di Piero di Francesco del Pugliese dipinse la tavola con l' Apparizione della Vergine a San Bernardo per il convento delle Campora, fuori da Porta Romana, oggi conservata alla Badia Fiorentina. In questa opera la composizione ha carattere irreale data sia dai moduli allungati delle figure, sia dalla scenario di rocce e tronchi fantasmagorici e quasi antropomorfi. Eseguì successivamente la Pala per Tanai de' Nerli (detta Pala Nerli) per la chiesa di Santo Spirito.
La Cappella di Filippo Strozzi
Il 21 aprile 1487, gli venne commissionata da Filippo Strozzi la decorazione della la cappella di famiglia in Santa Maria Novella con Storie di San Giovanni Evangelista e di San Filippo, ciclo a cui attese in momenti diversi, completandolo nel 1502. Dopo la morte del committente, fra il giugno e il luglio 1503, vennero installate le vetrate della cappella, su disegno di Filippino stesso, con la Madonna col Bambino, due angeli e i Santi Filippo e Giovanni.
I dipinti di questo ciclo sono uno specchio della crisi politica e religiosa fiorentina, infatti il soggetto degli affreschi, lo scontro tra cristianesimo e paganesimo, è un tema largamente dibattuto nella Firenze all'epoca dominata da Girolamo Savonarola. Filippino inserì i suoi personaggi in scenografie che ricreano il mondo antico in ogni minimo dettaglio ma le sovraccaricò di decorazioni a grottesche, frutto del soggiorno romano, tanto da creare una decorazione "animata", misteriosa, fantastica e inquietante, raggiungendo l'irrealtà di un incubo. In questa architettura Filippino pose carnefici feroci deformati da smorfie, che si accaniscono contro i santi. Nella scena con San Filippo scaccia il mostro dal tempio, l'altare è realizzato con un accumulo di trofei, telamoni e sfingi, da sembrare anche al Vasari un tempio vero e proprio; la statua di Marte, con ai piedi un picchio e un lupo, è una figura viva che sembra sfidare il santo cristiano. Secondo la Leggenda Aurea infatti, San Filippo era stato fatto prigioniero dai pagani di Scizia, e venne portato nel tempio di Marte per obbligarlo a sacrificare al Dio pagano, ma dal basamento dell'altareegli evocò un mostro, simbolo del demonio, che uccise col suo fiato molti presenti, tra cui il figlio del sacerdote che stava preparando il sacrifico; nel cielo sulla destra è l'apparizione di Cristo con la Croce.
Il soggiorno a Roma e gli affreschi in Santa Maria Sopra Minerva
Il 27 agosto 1488 è documentato a Roma, dove su raccomandazione di Lorenzo de' Medici, aveva ricevuto l'incarico dal cardinale Oliviero Carafa di affrescare la sua cappella di famiglia in Santa Maria sopra Minerva; in questi affreschi, anteposti per la loro importanza alla commissione fiorentina dello Strozzi, Filippino rivelò una costante e varia ripresa dell'antico.
Importanti commissioni su tavola
Rientrato a Firenze nel 1493, eseguì l' Apparizione di Cristo alla Madonna, conservata a Monaco di Baviera, da identificare forse con la tavola ricordata da Vasari in San Francesco al Palco a Prato. Firmata e datata 29 marzo 1496 è l'Adorazione dei Magi, per la chiesa di San Donato a Scopeto, ora agli Uffizi, con il ritratto di Lorenzo di Pier Francesco de' Medici: la scelta dei frati cadde su Filippino dopo che Leonardo da Vinci aveva lasciata incompleta la sua Adorazione.
Ludovico il Moro e Lorenzo il Magnifico
In seguito il duca di Milano Ludovico il Moro gli affidò una commissione prestigiosissima, la pala dell'altar maggiore per la chiesa ducale della Certosa di Pavia. Il dipinto, che avrebbe dovuto rappresentare una Deposizione, non fu però mai eseguito. Alla fine del secolo appartiene l'affresco con la Morte di Laocoonte della villa medicea di Poggio a Caiano, comissionato da Lorenzo il Magnifico e gravemente danneggiato piché collocato sotto la loggetta esterna.
Il Tabernacolo del canto del Mercatale
Risale a quegli anni anche un'importante commissione per la città di Prato, dove nel 1498 eseguì il Tabernacolo del canto del Mercatale, oggi nel Museo Civico: distrutto durante un bombardamento nel 1944, fu recuperato e incredibilmente restaurato.
Influenza di Luca Signorelli
Intorno al 1500, guardando anche alla pittura di Luca Signorelli, Filippino dipinse il San Giovanni Battista e la Maddalena per la cappella Valori in San Procolo a Firenze, oggi conservato all'Accademia.
Le ultime opere
Nel 1501 eseguì il Matrimonio mistico di Santa Caterina per la chiesa di San Domenico a Bologna. Due anni dopo, il comune di Prato gli commissionò, per la sala dell'Udienza dei Priori, una Madonna col Bambino e Santi, oggi al Museo Civico cittadino.
L'ultima opera fu: la Deposizione per la chiesa della Santissima Annunziata di Firenze, che rimase incompiuta, a causa della sua morte nell'aprile del 1504, e che venne completata dal Perugino. Fu sepolto a ridosso della chiesa di San Michele Visdomini, come ricorda una targa apposta in epoca recente.
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